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Chi è Fabio Aru

Sulla strada per Matzanni

Sulla strada per Matzanni

Fabio Aru nasce il 3 luglio del 1990 a San Gavino Monreale.

Le sue radici sono però a Villacidro, paese situato nel Medio Campidano al confine fra la pianura e le alture del Monti Mannu. Fra queste montagne Fabio trascorre gli anni della giovinezza, dedicandosi agli studi (liceo classico) e praticando sport già dall’età di 6 anni: inizia dal tennis, spinto anche alla passione del padre Alessandro. Successivamente si dedica al calcio, a partire dai 14 anni, giocando in attacco nella squadra del Villacidro Calcio.

La passione per la bici nasce gradualmente, grazie alle passeggiate in mountain bike col padre nei sentieri dei monti di Villacidro: un mero svago che lo porta ad assaporare la fatica e a instaurare con essa il tipico rapporto di odio/amore che ogni ciclista ben conosce.

Le passeggiate si fanno sempre più intense e la vocazione competitiva del giovane Fabio non resta indifferente: d’un tratto le due ruote fanno dimenticare a Fabio gli altri sport, la curiosità diviene passione e arriva il momento di fare sul serio. Con l’aiuto dei genitori acquista la prima bici ‘seria’ ed entra nella prima società agonistica della sua carriera: la ASD Piscina Irgas 3C.

Comincia così il cammino del giovane campione che oggi conosciamo come “il Cavaliere dei Quattro Mori”: le gare regionali, le prime sfide, le prime rivalità importanti e le prime vittorie che fanno iniziare a circolare il nome del giovane Aru fra gli appassionati isolani.

Tesseratosi successivamente anche con una squadra di Ozieri, Fabio Aru comincia a testare le proprie doti anche al di fuori dell’isola: gare in trasferta, seguito dalla propria famiglia e aiutato dalla famiglia Cevenini di Bologna.

I risultati non tardano ad arrivare: convocato ai mondiali MTB in Val di Sole come riserva, corre da Juniores anche i Campionati Nazionali, vestendo con orgoglio anche la maglia Azzurra agli Europei e nel 2008 ai Mondiali di Treviso di Ciclocross.

L’incontro decisivo con la bici da strada arriva a 18 anni. Con una rappresentativa che riuniva la Sardegna e altre regioni dell’Italia del sud, Fabio partecipa al Giro di Lunigiana; fra gli osservatori lì presenti per cercare nuovi talenti, viene notato da Olivano Locatelli del Team Palazzago, colpito dalla prestazione del giovane sardo.

Locatelli si segna il nome di Fabio, cerca di contattarlo, ma a causa di un numero telefonico errato l’incontro tarda a concretizzarsi. Verso la fine di ottobre del 2009 ecco arrivare la telefonata che gli cambia la vita. Tramite Stefano Usai, un professionista sardo, Locatelli riesce finalmente a mettersi in contatto e propone ad Aru un posto alla Palazzago. È il momento di andare via da casa e trasferirsi a Bergamo. Due giorni dopo l’esame di maturità, Fabio Aru lascia l’isola, carico di sogni, di speranze, ma anche di malinconia,senza Villacidro, la famiglia, la casa dei nonni, gli amici.

Il periodo di ambientamento è duro, il “mal di Sardegna” fa sentire il suo peso, e le fatiche e ritmi del nuovo ambiente non sono facili da sostenere.

I genitori sentono Fabio provato ma lo esortano a resistere. E ne varrà la pena.

Nel 2011 arriva la vittoria al Giro della Valle d’Aosta, bissato poi l’anno successivo. Nel 2012 da U23 conquista anche la Coppa delle Nazioni e sfiora la vittoria finale al Giro Bio.

Imprese che rivelano una stoffa non comune e che lo portano dritto al mondo dei professionisti.

Dal 1 agosto 2012 approda all’Astana Pro Team. Il debutto in corsa avviene il 20 agosto al Tour of Colorado, dove nella sesta tappa arriva secondo. La prima stagione vissuta interamente da professionista è il 2013. Nel programma, il Giro d’Italia in appoggio a Vincenzo Nibali. Prima di condividere con lui il trionfo nella Corsa Rosa, arriva la soddisfazione di vestire la maglia di miglior giovane al Giro del Trentino, concluso al quarto posto.

Il 2014 è l’anno della consacrazione. C’è un giorno che nessun appassionato sardo di ciclismo dimenticherà mai: 25 maggio 2014, tappa che si conclude con l’ascesa a Plan di Monte Campione. Fabio vince per distacco, con una serie di attacchi che infiammano il pubblico e commuovono la Sardegna e l’Italia intera. Da lì sarà un protagonista al Giro, con il secondo posto nella cronoscalata del Grappa, alle spalle di Quintana vincitore di quell’edizione, e il terzo posto finale nella classifica generale.

Il prosieguo della stagione porta altre due vittorie memorabili alla Vuelta a Espana, gara a tappe nella quale erano presenti quasi tutti i big del ciclismo internazionale. La stagione si conclude con un quarto posto alla Milano-Torino e un nono al Giro di Lombardia. In mezzo la maglia Azzurra a Ponferrada, la prima da professionista su strada.

Il 2015 porta alla definitiva consacrazione: due vittorie per distacco al Giro d’Italia, Cervinia e Sestriere, fanno sventolare la bandiera dei Quattro Mori per tutta l’Italia. Nel mese di settembre arriva la prima vittoria nella classifica generale di una delle tre grandi corse a tappe: la Vuelta a Espana.

Fabio Aru ormai non è più solo una promessa ma è il presente del ciclismo italiano.

 

 

Federico Bacco


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